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Interventi

Donne che hanno contribuito alla Storia d'Italia

Si stanno raccogliendo brevi storie di "normale eroismo quotidiano" di donne "in equilibrio fra i ruoli, sempre straordinarie" da pubblicare e leggere l'8 marzo e in altre occasioni, anche legate al 150° dell'Unità d'Italia

 

DONNE

“IN EQUILIBRIO FRA I RUOLI,

OGNI GIORNO STRAORDINARIE"

 

Se non ora , quando?

Racconti di straordinario eroismo quotidiano delle italiane che hanno fatto la Storia di questo Paese.

 

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VIABILITA' MICHELE BOFFA INTERVIENE SULLA ALBENGA-PREDOSA

“E’ dagli anni Settanta che sento parlare della bretella autostradale Carcare-Predosa, già tratteggiata in una cartina stradale d’epoca come se fosse stata in costruzione. Da alcuni anni quel “sogno” si è allungato alla Albenga-Val Bormida-Predosa, un’opera da qualche miliardo! Pensare che con molto molto meno si potrebbero migliorare morfologicamente e mettere in sicurezza tutte quelle strade di scollinamento che dal Piemonte innervano la nostra provincia e arrivano al mare, come la 334 del Sassello o la 490 del Melogno e altre ancora. Interventi questi che davvero valorizzerebbero i luoghi attraversati e indurrebbero la nascita di diverse forme di offerta a turisti, visitatori e viaggiatori in genere. Sarebbe questa una scelta più realistica e assennata, ferma restando la necessità di proseguire il miglioramento della viabilità da Cairo Montenotte verso Acqui per unire alla pianura padana una delle aree industriali più significative della nostra regione”.

 

Michele Boffa

Vice Presidente del Consiglio Regionale

APPROVATI DALLA GIUNTA REGIONALE

10 MILIONI DI EURO PER LA BANDA LARGA A SAVONA E IMPERIA

 

(dalla Segreteria di Michele Boffa, Vice Presidente del Consiglio Regionale)

 

Dal momento che sui territori delle quattro Province risultano ancora numerose zone in digital divide a fallimento di mercato in particolare sui territori delle Province di Imperia e Savona ed in alcune zone delle altre due Province, con la delibera 1322/2010, la Giunta Regionale ha proceduto a destinare le economie residue a valere sugli interventi di cui alla D.G.R. n. 462/2009, all’integrazione del Progetto banda larga al fine di consentire un corretto dispiegamento della banda larga a completamento dell’intervento già realizzato, procedendo altresì alla rimodulazione finanziaria delle risorse assegnate alla Misura 1.3 "Diffusione delle TIC" mediante l’ulteriore implementazione delle stesse per l’importo di 10.000.000,00 Euro che determina una dotazione complessiva di misura di 23 milioni di Euro.

"IL PIANO DI SACCONI SARA' SOLO UNO SPOT"

RAMBAUDI: SE PENSANO DI SOSTENERE LA FAMIGLIA CON SOLI 127 MILIONI

 

Per la Coordinatrice Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, il sistema sociale di sostegno alla famiglia è stato azzerato: "Sacconi parla di previdenza e fisco, ma non può bastare. E il Piano per la famiglia sarà solo uno spot".

"Dire in questo momento, con la proposta di bilancio dei ministeri, la legge di stabilità finanziaria e con i fondi che non ci sono, che si sta facendo una politica di sostegno mi sembra incredibile: una affermazione che non merita alcun commento". Così la Coordinatrice Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, sulle parole spese nel primo giorno della Conferenza sulla famiglia in corso a Milano.
In particolare, l’assessore ligure critica le dichiarazioni del sottosegretario Giovanardi sui pericoli per le famiglia derivanti dalle biotecnologie e quelle del ministro del Welfare Sacconi sulle risorse impegnate dal nostro paese per sostenere i nuclei familiari.
"Al sostegno della famiglia – spiega Rambaudi - concorrono il sistema fiscale, il sistema previdenziale e il sistema sociale. Quest’ultimo ormai è completamente annullato e infatti il ministro Sacconi neppure lo nomina: quando parla di 37 miliardi di prestazioni Inps si riferisce proprio al settore previdenziale, e quando parla di 16 miliardi per la non autosufficienza si riferisce alle pensioni di invalidità. Ma mi chiedo: può mai bastare una pensione di invalidità di poco più di 200 euro al mese per venire incontro alle esigenze di una famiglia con un bambino disabile?".
La Coordinatrice Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni precisa che sul versante prettamente sociale "quest’anno abbiamo 52 milioni destinati al sostegno alla famiglia e 75 milioni sul Fondo sociale: i numeri – dice - parlano da soli, non servono altri commenti. Come si può pensare di fare una politica di sostegno reale con 127 milioni complessivi?".
"Il tema delle risorse – afferma Rambaudi – è chiaramente sottovalutato ma è essenziale: se qualcosa non cambia, immagino purtroppo che il Piano per la famiglia che sarà il risultato finale della Conferenza non sarà nient’altro che l’ennesima serie di dichiarazioni spot senza alcun sostegno economico".
Sui temi della Conferenza, Rambaudi ricorda che l’Isee – del quale oggi Sacconi ha annunciato una riforma – è di per sé uno strumento equilibrato, il cui limite vero è quello di essere legato alla dichiarazione dei redditi. "I redditi da dipendente sono certi e dichiarati, altri tipi di reddito non sono altrettanto certi e dichiarati: il problema a monte è l’evasione fiscale, non lo strumento applicativo che viene utilizzato. Che comunque, può essere perfezionato".
Quanto al Fattore famiglia proposto dal Forum delle associazioni familiari, "il tema tecnico è da approfondire" ma è certamente giusto "agevolare le famiglie numerose", mantenendo però un "legame con il reddito: "A parità di reddito, deve essere agevolata la famiglia con più figli, ma questo non deve essere un valore assoluto: deve essere sempre legato al reddito".
Al di là del tema delle risorse, la coordinatrice Politiche sociali della Conferenza della regioni individua "una contraddizione da chiarire" nella volontà di destinare ventaggi e aiuti solamente alla famiglia "regolare", quando invece il punto di riferimento per la contribuzione è quella del nucleo demografico: "Se lo Stato deve prendere va bene ogni tipo di famiglia, se lo Stato deve dare va bene solo quella fondata sul matrimonio: mi pare che la contraddizione sia stridente".
Critica dura, poi, al concetto di famiglia fondata sul matrimonio e "orientata alla procreazione". "Che vuol dire? E’ forse un elemento misurabile l’orientamento alla procreazione? Mi pare che a Milano ci sia stato un attacco spiacevole alle famiglie che non possono avere figli, e la stessa avversione per le tecnologie che permettono al procreazione mi pare eccessiva. Non ci sono famiglie buone e famiglie cattive".

Fonte: www.redattoresociale.it

SU PROPOSTA DEL GRUPPO PD

FERRANIA: RUOLO ATTIVO DELLA PROVINCIA

Lunedì sera è avvenuto un fatto molto importante: tutti i consigli comunali valbormidesi si sono stretti intorno ai lavoratori e hanno espresso una posizione unitaria con l'approvazione di un unico ordine del giorno, molto simile ad una analogo ordine del giorno presentato in Consiglio Regionale da Boffa, Miceli e Quaini.
Riteniamo che l'esempio dato dai Comuni valbormidesi sia molto importante e che la Provincia debba sapere essere all'altezza della situazione.
Pertanto auspichiamo che anche la Provincia saprĂ  esprimere una analoga posizione forte ed unitaria ed infatti abbiamo concordato di presentare in Consiglio Provinciale un ordine del giorno, sulla falsa riga degli altri, firmato da tutti i gruppi.
Ma noi pensiamo che la Provincia debba andare oltre ed infatti ieri in commissione abbiamo formulato tre proposte: innanzitutto abbiamo chiesto che la Provincia assuma maggiormente il ruolo di coordinamento e guida del territorio che le spetta, per preparare l'incontro dell'11 novembre a Roma, al quale, come chiesto nella riunione di Cairo, tutte le istituzioni Savonesi e liguri dovranno esprimere una posizione unitaria; in secondo luogo abbiamo chiesto la convocazione di una commissione apposita per discutere dell'argomento prima dell'11 novembre; in terzo luogo abbiamo chiesto che la delegazione della Provincia che si presenterà a Roma comprenda anche almeno un rappresentante dell'opposizione, ciò per testimoniare una compattezza del territorio e delle forze politiche che lo rappresentano.
Gruppo Consiliare Pd della Provincia di Savona

IL LODO ALFANO RETROATTIVO ASSICURA L'IMPUNITĂ€ A BERLUSCONI

UNA VERGOGNA PER IL PAESE

La maggioranza in Commissione al Senato compreso Fini e la Lega approvano la norma che sospende i processi a Berlusconi (anche quelli per reati commessi prima di diventare Presidente del Consiglio)

 

Lo chiamano  Lodo Alfano ma va chiamato per quello che è: Lodo Silvio Berlusconi

Un provvedimento necessario per salvare il presidente del Consiglio da condanne certe, e non perché i giudici sono comunisti ma semplicemente perché l’andamento di quei processi, l’accumularsi delle prove, le condanne degli altri complici non lasciano ormai in proposito alcuna plausibile incertezza. Se non lo fanno Silvio va in galera, come ogni altro cittadino ritenuto colpevole da un tribunale. 

La maggioranza in commissione al Senato compreso i Senatori di Fini (quello che diceva che avrebbe tenuto la schiena dritta sulla giustizia) e quelli della Lega (quelli che agitavano il cappio in Parlamento ai tempi di tangentopoli contro Roma ladrona) ci stanno semplicemente dicendo che il cittadino Silvio Berlusconi, per quanti reati gli si contestino, non può essere processato. E non solo per ciò che ha commesso nell’esercizio delle funzioni, ma anche, anzi specialmente, per i suoi tanti reati comuni. E non per quelli caduti durante il mandato istituzionale ma anche per gli altri, tutti i pregressi, per omnia saecula saeculorum.

Il voto di ieri in commissione Affari costituzionali al Senato mette fine a molti equivoci. Fini e i suoi si rivelano per quello che sono: un’opposizione di sua maestà a sovranità limitata.

Finché si scherza si scherza, ma quando è in gioco il Lodo Berlusconi si torna ognuno nella propria casella, a difesa del corpo mistico del re. Ci sono in giro, nel Parlamento e nel Paese, troppe anime belle preoccupate della continuità della legislatura e del cosiddetto rispetto della volontà popolare espressa a suo tempo nel voto.

Ha fatto bene Pierluigi Bersani a dire chiaro e netto che il Pd non ci sta. E che sul punto faremo ogni possibile iniziativa per fermarli. Perché l’eguaglianza dei cittadini e il rispetto della Costituzione sono principi non commerciabili, che valgono assai di più di qualunque posto in Parlamento.

Vedremo chi lo voterà, questo Lodo Berlusconi. Vedremo Fini e i suoi. Vedremo la Lega con che faccia si presenterà domani al giudizio degli italiani. Mentre il Paese è in crisi, le famiglie sono in difficoltà, manca il lavoro, si occupano solo degli interessi di Berlusconi.

IL "PATTONE" DELLA REGIONE AI PASTICCIONI DELLA GIUNTA PROVINCIALE

I funzionari della Regione, con una semplice lettera, hanno definitivamente chiarito che l’unico sito finanziabile per realizzare il depuratore a ponente è quello di Villanova d’Albenga. L’Assessore Regionale Renata Briano lo aveva già spiegato alla Provincia solo che un conto è sentire e l’altro è capire.  Come il PD ha sempre sostenuto sia attraverso i Consiglieri provinciali, sia con il sostegno ai Sindaci del Ponente (anche quelli non del PD, tranne quello di Albenga interessato ad ingraziarsi il Presidente della Provincia anziché fare gli interessi degli albenganesi), la scelta della Provincia di non fare il depuratore a Villanova per utilizzare i finanziamenti pubblici su quello di Borghetto non è possibile.  Si è trattato, quindi, di una decisione sbagliata perché danneggia i Comuni e i Cittadini dell’Estremo Ponente che hanno visto sfumare una opportunità per il loro territorio attesa da anni per favorire gli interessi di potere del Presidente della Provincia, che evidentemente patisce che a Ponente si realizzino strutture utili per la Comunità, ma delle quali non ha il controllo diretto. Sono dei pasticcioni ed il problema per tutti è che fanno dei danni Infatti sono riusciti nel capolavoro di creare le condizioni per liquidare la società del depuratore di Villanova, di mettere a rischio i finanziamenti pubblici, di causare problemi di ogni tipo ai Comuni dell’Estremo Ponente.   Dispiace leggere dell’Assessore Marson che balbetta spiegazioni inconsistenti sui giornali. Capiamo l’imbarazzo di chi  vorrebbe fare l’assessore "tecnocrate", però sbaglia anche sul piano tecnico oltre che politico e si trova invischiato nella ragnatela di interessi dei suoi capi. La sostanza è che hanno creato un problema e adesso non sanno come uscirne 

Noi siamo disponibili a dare una mano, non perché la Giunta provinciale lo meriti, ma perché pensiamo che non sia giusto che per i loro interessi ci rimettano Cittadini e Amministrazioni comunali. Ma bisogna ripartire dal depuratore a Villanova e coinvolgere i Sindaci interessati e ascoltare le loro ragioni.

 

Pd Savona

NO AL TUNNEL PEDONALE IN PORTO

A proposito del ponte pedonale della Torretta e della proposta di tunnel ipotizzata da Assonautica non possiamo che esprimere tutto il nostro stupore e contrarietà. Bene ha fatto il Presidente di Autorità Portuale ha chiudere subito la discussione. Immaginare di condizionare una Città per avere il vantaggio per pochi di entrare e uscire con le barche quando pare, sembra una cosa così senza senso che stupisce che sia venuta in mente.

Oltre alle ragioni già espresse dall’Autorità portuale, aggiungiamo l’esperienza dei sottopassaggi già utilizzati in Città per gli attraversamenti pedonali. Non sono usati dalle persone né giovani né anziane né dai diversamente abili e sono un ostacolo invece che un vantaggio. Appartengono a un passato che dava la precedenza al traffico anziché alle persone.

Ci auguriamo che quanto prima l’Autorità portuale appalti i lavori per il nuovo ponte così come previsto a progetto.

Noi pensiamo che la nautica da diporto sia una attivitĂ  importante che merita attenzione ma in questo caso ci pare di poter dire che il peggior nemico del diporto siano i diportisti.

 

PD Savona

INTERVENTO ASSESSORE RAMBAUDI AL CONVEGNO "ANZIANI CHE CRESCONO"

Mercoledì 13 ottobre u.s. presso Palazzo Rosso di Genova si è svolto il convegno "Anziani che crescono. Protagonisti in Liguria di un patto tra le generazioni" organizzato da ANCI Liguria e Federsanità ANCI Liguria.
L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Terzo Settore, Cooperazione allo Sviluppo, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Lorena Rambaudi, durante il suo intervento ha affrontato i temi della cura  e degli interventi socio-sanitari, focalizzando l’attenzione sulle competenze delle politiche sociali anche in riferimento all’invecchiamento attivo.
Le politiche sociali da sempre nella storia del nostro Paese sono comprese tra previdenza e sanità e rischiano di avere un ruolo residuale di fronte ad una realtà dove i bisogni crescono per la quantità e la qualità ed è, quindi, necessaria una valutazione complessiva del sistema di welfare, che parta da una riflessione sul tema del sostegno al reddito con un riordino serio e radicale su pensioni di invalidità, assegno di accompagnamento, fondo della non autosufficienza, andando ad individuare un’unica misura economica che rappresenti un diritto soggettivo a carico dello Stato con uguali condizioni di accesso su tutto il territorio nazionale.
Il secondo elemento è quello di ripensare i servizi socio-sanitari di supporto alla persona  in un’ottica complessiva realmente integrata e per fare questo è necessario un pensiero forte e risorse dedicate.
Sono quindi necessari tavoli dove sanitĂ  e sociale possano sedere con pari dignitĂ  e budget per discutere che cosa serve fare insieme.
Il focus dell’intervento deve essere pubblico.
Soluzioni quali quelle proposte dal Ministero del Welfare sui fondi integrativi di tipo assicurativo possono essere valutate se realmente integrative e non sostitutive delle responsabilitĂ  dello Stato e delle Autonomie Locali.
Nell’ambito del sostegno alla persona ed alla famiglia non può essere sottovalutato il tema delle cosiddette "badanti" che integrano o in alcuni casi sostituisco le cure famigliari.
Nove miliardi di euro vengono spesi dalle famiglie italiane ogni anno per questo tipo di assistenza e quindi si tratta di un fenomeno considerevole con il quale l’ente pubblico deve assolutamente confrontarsi, cercando di farlo rientrare nel sistema dei servizi a regia pubblica.
Importante è considerare anche il sostegno alle reti informali che rappresentano un tessuto sociale molto importante delle nostre comunità, che spesso arginano problemi di solitudine ed isolamento.
Un ulteriore elemento su cui bisogna ancora lavorare è il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e dello sviluppo della domotica, fondamentale a creare ambienti dove le persone non autosufficienti possano conservare dei buoni livelli di autonomia.
Si tratta di una sensibilità trasversale e che parte dall’urbanistica per passare ai lavori pubblici.
Il tema delle politiche a favore dell’invecchiamento attivo è all’attenzione della Regione Liguria e alla fine della scorsa legislatura ha messo in campo una legge importante (48/2009) che va applicata e concretizzata durante questa legislatura.
Si tratta di un tema sociale e non di un tema dei servizi sociali.
Deve essere messa in atto una politica trasversale tra i vari settori regionali interessati per preparare la popolazione a vivere positivamente la terza e la quarta età e soprattutto sostenere quel passaggio delicato della vita di una persona dal lavoro alla pensione ed all’invecchiamento.
Questa azione di sistema può funzionare se si riesce a creare una rete forte tra pubblico, privato, fondazioni, università e sociale.
Si tratta di un’idea controcorrente perché le politiche di prevenzione e di promozione rischiano di essere assolutamente schiacciate da indirizzi nazionali che tagliano risorse e vedono il welfare locale come azione rivolta alle emergenze ed alle marginalità.

DEPURATORE INGAUNO: LA GIUNTA PROVINCIALE NON ASCOLTA IL TERRITORIO

La giunta provinciale va avanti per la sua strada, senza ascoltare il territorio e i cittadini, Non sappiamo se Vaccarezza si occupa della questione come sindaco di Loano o come Presidente della Provincia: sicuramente non fa gli interessi del cittadini della provincia del ponente ma non solo, ma non fa nemmeno gli interessi dei cittadini di Loano, in quanto anche questi risentiranno della mancata depurazione delle acque del ponente.La linea è molto chiara solo su un punto: fare saltare il progetto di depurazione del ponente e rimandare per un tempo indefinito la soluzione di un problema annoso.Indicativo sotto questo profilo è stato il consiglio provinciale di pochi giorni fa, in cui si è discusso delle modifiche allo statuto della Società Depuratore Ingauno srl, per altro in liquidazione: la scelta della Provincia è sostanzialmente quella del disimpegno e dell'uscita dalla Società e la fa da un lato con modi che invece di unire rompono il territorio e dall'altro lato senza un disegno sulla depurazione del ponente. Siamo al buio totale: non si capisce e forse non si sa neppure se l'idea è quella di portare tutto a Borghetto oppure mantenere l'indicazione di Villanova e in questo caso sono tutt'altro che chiare le forme in cui questo possa avvenire dopo aver portato in liquidazione la società e "congelato" la gara. Nè la Provincia intende pronunciarsi sul pasticcio della gara per il depuratore di Alassio, il cui piano finanziario appare a tutti sgangherato e poco credibile.Sotto questo profilo abbiamo preso atto con una certa sorpresa delle dichiarazioni di Marco Melgrati, già Sindaco di Alassio, il quale in un sussulto di verità, ha "confessato" che il depuratore alassino, a differenza di quel che dice il suo successore e vicesindaco reggente del Comune di Alassio, è fermo e lo rimarrà a lungo perchè non tornano i conti, visto che le risorse regionali su cui gli amministratori alassini avevano con molta leggerezza fatto affidamento in realtà sono destinate ad un impianto di valore comprensoriale e non possono essere impiegate per un depuratore di tipo comunale per altro non previsto dal Piano d'Ambito! Per cui si è di fronte ad un bivio: o i cittadini di Alassio saranno costretti a pagare una salatissima bolletta idrica per far quadrare i conti  oppure il comune dovrà risarcire il soggetto che ha vinto la gara e che non caso ha già messo in campo un ricorso milionario contro il Comune. Insomma un gran pasticcio.Quello del centro destra doveva essere il governo del fare e invece a conti fatti si dimostra il governo del non fare o, peggio, del fare male, con grave danno per i cittadini del ponente savonese che nel frattempo continuano a rimanere senza depurazione nell'anno del Signore 2010. Marco Russo Capogruppo gruppo provinciale PD Giovanni Lunardon Consigliere provinciale PD

VACCAREZZA COMMISSARIO PDL A CAIRO: "UNA COSA GRAVISSIMA"

Apprendiamo da un comunicato ufficiale della provincia che Vaccarezza è stato nominato commissario del PdL a Cairo. E' una cosa gravissima per due ragioni.Intanto perché Vaccarezza che, come presidente della provincia dovrebbe mantenere un ruolo istituzionale di punto di riferimento di tutto il territorio, assume un ruolo di parte in una parte importante della provincia come il comune di Cairo: ci chiediamo se, quando incontrerà il Sindaco di Cairo o altri sindaci della Valbormida lo farà come presidente della provincia oppure come capo del partito di opposizione. Purtroppo Vaccarezza non è nuovo a queste cose, perché dall'inizio del suo mandato ha interpretato il suo ruolo non come fattore di unità del territorio ma come fattore di parzialità e divisione, per logiche politiche e non amministrative.La seconda ragione è che Vaccarezza continua ad accumulare incarichi: non solo sindaco di Loano, non solo Presidente della Provincia, ora anche capo di partito a Cairo.Il problema è però che fra tante cose, non fa il Presidente della provincia e forse nemmeno il sindaco di Loano. La situazione è imbarazzante: è praticamente assente, non viene in commissione, in consiglio non interviene se non per fare vetrina, delle pratiche non si occupa e le sue deleghe sono ferme: pensiamo solo alla formazione professionale che non crediamo nemmeno sappia cosa sia ed infatti il suo contributo è stato nullo.

A questo punto visto che è interessato a ruoli di partito, gli consigliamo per il bene della provincia di occuparsi solo di quello  e di lasciare i suoi incarichi amministrativi.

 

Gruppo Consiliare PD Provincia di Savona

 

 

L'ASSESSORE RAMBAUDI RISPONDE AD ERALDO CIANGHEROTTI

L'Assessore regionale alle Politiche Sociali, Lorena Rambaudi, risponde alle dichiarazioni rilasciate da Eraldo Ciangherotti, Presidente di Federvita Liguria, in merito all’infanticidio avvenuto ieri a Savona.

Di fronte ad un dramma umano come quello a cui assistiamo, pensare di "scaricare" responsabilità e manchevolezze sui servizi socio-sanitari è intellettualmente disonesto.
Non parliamo di una situazione conosciuta o all’attenzione dei servizi sociali e sanitari sulla quale ci sia stata superficialità di valutazione ed una mancata presa in carico.
Capisco che nella cultura del "Grande Fratello" si possa pensare di essere tutti sotto una telecamera, ma la vita vera non è così.
I nostri servizi lavorano sul territorio con professionalità e serietà ma anche con scarse risorse che non potranno aumentare se si continueranno a difendere reparti ospedalieri di maternità da 300 parti all’anno.
Il nostro Governo, che tanto tiene al tema della famiglia, nel 2010 ha brutalmente azzerato le risorse del piano "Bindi", che avevano proprio l’obiettivo di rinforzare l’integrazione socio-sanitaria a sostegno della maternità, anche nel nostro territorio sono stati messi in atto progetti significativi, ora chiusi.

CARCERE SAVONA. RAMBAUDI: "SE MANCANO I SOLDI PER PASSEGGI PENSIAMO A SITO ALTERNATIVO"

L’attenzione della Regione LIguria sullo stato di emergenza del carcere Sant’Agostino di Savona è alta.
L’assessore alle Politiche Sociali della Regione Liguria Lorena Rambaudi osserva che "la situazione del carcere di Savona è grave, ma soprattutto è in stallo. Per questo io sto cercando, per quanto mi è possibile, di smuovere la situazione. Ho scritto una lettera al Ministero perché se il finanziamento che il Governo ha messo a disposizione è insufficiente rispetto all’opera di Passeggi dobbiamo saperlo chiaramente".
"Se lo scenario fosse questo - dichiara l'Assessore Rambaudi - allora dobbiamo pensare ad un sito alternativo e non possiamo rimanere fermi e non avere una prospettiva. Bisogna uscirne in qualche modo. O c’è un secondo lotto di finanziamenti per andare avanti con l’idea di Passeggi, individuata anni fa, oppure dobbiamo pensare ad un sito alternativo che potrebbe essere identificato in Valbormida (Cengio e Cairo Montenotte)".
"Da questa zona infatti ci sono anche già arrivate delle proposte da parte dei sindaci per realizzare un nuovo carcere in terreni molto più accessibili e che non richiedono opere ed infrastrutture così pesanti come invece richiede il territorio della zona Passeggi" conclude l’Assessore regionale alle Politiche Sociali. 

Da Vaccarezza, risposte carenti sull’ampliamento del Boscaccio

Oggi Vaccarezza interpellato dall’UDC sull’ampliamento del Boscaccio ha dato una risposta imbarazzata e carente limitandosi a leggere una lettera formale inviata alla Regione nella quale non viene espressa alcuna posizione politica chiara.

Il punto centrale denunciato dai Gruppi di opposizione è che questa Amministrazione, dopo oltre un anno dal suo insediamento, non ha alcuna idea, o comunque non la vuole esprimere, su come affrontare il tema dei rifiuti e naviga a vista.

Il problema è che in questo modo rischiamo di trovarci presto a dover affrontare un emergenza: oggi abbiamo dovuto accogliere i rifiuti di Imperia, domani non vorremmo essere costretti a chiedere ad altri di prendere i nostri.

 

Marco Russo - Partito Democratico

Marco Caviglione - Lista Di Pietro – IDV

Giancarlo Garassino - Unione di Centro – UDC

La Regione trasferisce alla Provincia 2.300.000 di euro per l’occupazione ma Vaccarezza sembra non sapere che farne

Oggi con una delibera di variazione di bilancio, abbiamo recepito ingenti

risorse che la Regione ha messo a disposizione della Provincia proprio

sull’occupazione. Purtroppo però la Giunta non ha saputo indicare

come vuole utilizzare questi ingenti fondi.

Il Presidente rispondendo ad un interpellanza formulata dal PD

"al fine di conoscere come si intendano utilizzare i fondi aggiuntivi

e quali programmi e progetti attivare per rispondere alle necessitĂ 

che la difficile situazione occupazionale nel nostro territorio comporta",

si è limitato a dare lettura di un documento prodotto dagli uffici delle

Politiche Attive del Lavoro, eludendo di fatto la richiesta avanzata dal PD.

Ciò è paradossale visto che il nostro territorio sta attraversando una fase

assai delicata che la Provincia dovrebbe saper affrontare in modo

energico. Purtroppo ciò non accade perché questa Giunta non è all’altezza

della situazione.

 

Marco Russo - Partito Democratico

Marco Caviglione - Lista Di Pietro – IDV

Giancarlo Garassino - Unione di Centro – UDC

 

CIRCOLO PD ALBENGA E DEPURATORE INGAUNO

Giovedì 15 luglio alle ore 21.00, presso l'Auditorium San Carlo in Via Roma ad Albenga, il Circolo del Partito Democratico di Albenga ha organizzato una serata in difesa del depuratore ingauno, viste le recenti posizioni dell’amministrazione albenganese e della Provincia di Savona, contrarie a questo progetto.
All'incontro parteciperanno Franco Floris, Sindaco di Andora, Domenico Cassiano, Sindaco di Villanova, Pietro Balestra, Presidente del Consorzio Depuratore, Mariangelo Vio, Capogruppo PD ad Albenga, Marco Russo, Capogruppo PD in Provincia, Nino Miceli, Consigliere Regionale e Livio Di Tullio, Segretario provinciale PD.
"In questa sede – dichiara Alessandro Andreis, Segretario del Circolo del PD di Albenga – il nostro partito darà dimostrazione della volontà di condurre su più fronti la difesa del depuratore ingauno, strumento cardine per la tutela del territorio, per lo sviluppo del  comprensorio e delle attività economiche, in particolar modo agricole e turistiche. L’assemblea fa seguito alla convocazione del consiglio comunale di Albenga, riunito dai nostri consiglieri di minoranza e ci dà modo di spiegare la contrarietà all’accantonamento strumentale di questo importante progetto".

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